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Non ignorare Madre Natura - Pianifica ora per garantire la continuità operativa quando si verifica una calamità

Pubblicato su industryweek.com 

 

Febbraio 2018

 

C'è chi afferma che "un grammo di prevenzione vale un chilo di cura". Questo consiglio è particolarmente vero quando si tratta di pianificare la continuità operativa in caso di calamità naturali. Considerando le molteplici priorità contrapposte cui si trova a far fronte un leader aziendale, si potrebbe supporre che, poiché gli eventi atmosferici estremi e le calamità naturali sono rari, anticiparli non richieda un'attenzione immediata. Tuttavia, tale pensiero mette effettivamente a serio rischio la capacità operativa dell'azienda poiché, se la storia recente ci ha insegnato qualcosa, i gravi eventi naturali si verificano ora con una frequenza allarmante.

 

All'inizio di gennaio negli Stati Uniti si è verificata una tempesta artica a seguito della quale molte città hanno registrato temperature inferiori a quelle di congelamento per più di due settimane. Contemporaneamente, un "ciclone bomba" lungo la costa orientale degli Stati Uniti ha lasciato gli stati dalla Georgia al Maine in balia di ghiaccio e bufere di neve. La scorsa estate si sono manifestati fenomeni meteorologici di estrema intensità mai visti prima in Nord America, con gli uragani Harvey, Ima e Maria che hanno devastato i Caraibi e il Sud-Est degli Stati Uniti in un solo mese.

 

Tanto allarmante quanto la frequenza di questi eventi è la loro intensità. Quando l'uragano Maria si è abbattuto su Portorico, ha lasciato quasi tutta l'isola senza acqua ed elettricità. Ad oggi, circa il 40% dell'isola è ancora senza elettricità. Con l'uragano Harvey sono precipitati più di 102 trilioni di litri d'acqua in Louisiana e Texas e, in alcune zone del Texas, l'acqua piovana ha raggiunto i 100 centimetri in un periodo di 4 giorni. L'impatto su un solo settore industriale è stato significativo: ben il 31% della capacità di raffinazione totale degli Stati Uniti è stata compromessa o ridotta drasticamente a seguito della tempesta.

 

Madre Natura è tanto imprevedibile quanto incessante ed è per questo che sarebbe intelligente da parte delle aziende implementare sistemi di Business Continuity Management (BCM) quanto prima. Come tutti sappiamo, più lunghi sono i tempi di fermo di un'azienda, maggiore è il danno economico subito, per non parlare dei danni alla reputazione e della perdita di quote di mercato. Anticipare la probabilità di eventi gravi e mitigare i tempi di inattività è un saggio investimento di tempo e manodopera. Tuttavia, è importante non equiparare i piani di gestione delle emergenze o di risposta alle crisi a un sistema BCM. La prima soluzione è adatta per eventi catastrofici specifici, come l'interruzione della rete informatica di una centrale elettrica, l'avaria strutturale di una piattaforma petrolifera offshore o un attacco informatico. Pur essendo importanti, tali piani di gestione delle emergenze e di risposta alle crisi sono diversi da un piano BCM, che guida l'azienda in caso di interruzioni prolungate e su vasta scala dovute a condizioni meteorologiche estreme, a calamità naturali o a catastrofi provocate dall'uomo come il terrorismo.

 

Un sistema BCM è un processo di gestione olistico che identifica le minacce e le vulnerabilità potenziali per le attività e le operazioni di un'azienda, sviluppa strategie per rendere le operazioni resilienti in un evento su larga scala e utilizza procedure per ripristinare rapidamente i servizi e continuare le operazioni. Questo risultato si ottiene attraverso una serie completa di accordi e processi che definiscono le misure specifiche che un'azienda può adottare in modo proattivo per prepararsi a una crisi o una calamità, cercare di prevenire alcuni degli scenari peggiori, rispondere durante la crisi in corso e gestire efficacemente il recupero sul lungo termine (si veda l'illustrazione nella pagina successiva). Il suo scopo è quello di ripristinare nel modo più rapido ed efficace possibile i servizi e le operazioni mission critical in seguito a un evento dirompente. 

 

Un piano BCM è costituito da sei passi chiave.

 

Passo 1: stabilire ruoli e responsabilità di pianificazione - Individuare e comprendere chi in azienda è responsabile di specifici compiti essenziali durante e dopo un evento grave è fondamentale per rispondere e recuperare efficacemente a seguito dell'evento.

 

Passo 2: condurre una valutazione del rischio - Comprendere tutti i rischi che possono avere un impatto sull'azienda durante un evento grave è fondamentale per gestirli in modo efficace. Le aziende devono condurre un'approfondita valutazione dei rischi per identificare e classificare in ordine di priorità tutti i rischi che potrebbero presentarsi durante un evento grave.

 

Passo 3: effettuare un'analisi dell'impatto operativo - Determinare l'impatto di tutti i rischi identificati su specifici processi aziendali aiuterà le aziende a stabilire la priorità appropriata per le risorse disponibili al fine di mitigare la perdita o l'interruzione di operazioni e servizi chiave.

 

Passo 4: sviluppare strategie di continuità - Stabilire anticipatamente piani, procedure e accordi, come i protocolli d'intesa con i fornitori di servizi di emergenza, per prevenire e rilevare gli eventi gravi, nonché rispondere e recuperare a seguito di essi è fondamentale per sostenere le operazioni, indipendentemente dall'interruzione.

 

Passo 5: pianificare test, formazione ed esercizi - Secondo un importante principio nel settore della gestione dei rischi, è necessario eseguire dei test per garantire il successo. Una volta elaborato il piano di continuità operativa, è opportuno dedicare tempo alla formazione del personale, affinché acquisisca familiarità con le proprie responsabilità, ed eseguire esercizi di simulazione per mettere in pratica quanto appreso, in modo che, in caso di eventi gravi, l'azienda sia preparata.

 

Passo 6: pianificare la manutenzione - Le cose cambiano inevitabilmente all'interno di un'azienda nel corso del tempo, sia per quanto riguarda l'aggiunta di strutture, il trasferimento del personale in sedi diverse o il cambiamento di fornitori e vendor. È quindi importante rivedere e aggiornare regolarmente il piano di continuità operativa, idealmente ogniqualvolta si verifica un cambiamento dell'attività o delle operazioni. Ciò consentirà alle aziende di gestire al meglio gli eventi gravi imprevisti quando si verificano.

 

Eventi meteorologici violenti o altre calamità che possono causare lunghe interruzioni delle operazioni sono inevitabili, pertanto le aziende intelligenti dedicano il tempo necessario a pianificare in anticipo e anticipare tali situazioni. Con un sistema BCM implementato, esaminato, aggiornato e verificato regolarmente, le aziende riusciranno a superare la tempesta e a riprendere le operazioni ordinarie, perdendo meno denaro, quando si verifica un evento grave inevitabile.

 

Nicholas Bahr è Global Practice Leader per la Gestione del rischio operativo presso DuPont Sustainable Solutions.